Inizio anno scolastico 20/21

L’ISTRUZIONE E’ L’ARMA PIU’ POTENTE CHE PUOI UTILIZZARE PER CAMBIARE IL MONDO

Nelson Mandela

 

Quest’anno per  il saluto di inizio anno uso le parole del sindaco di Spoleto, Umberto de Augustinis, che ben rappresentano lo stato d’animo che tutti noi stiamo vivendo.

L’anno scolastico 2020/2021 si apre all’insegna di un valore nuovo, nel senso che ne abbiamo scoperto recentemente l’esistenza, o la riscoperta, o, comunque, il valore, accorgendoci di averne una bella riserva: la pazienza.
Nel corso dell’anno scolastico abbiamo dimostrato tutti di averne una quantità inverosimile: gli insegnanti si sono anche prestati a didattiche a distanza quanto meno complesse; i genitori hanno spesso avuto un aggravio enorme di timori e di incombenze, senza contare le incertezze del futuro di tutti; gli studenti non hanno trovato aperta per tanto tempo la strada della socializzazione e dello scambio positivo di esperienza che solo la scuola pienamente vissuta sa dare; anche gli amministratori pubblici hanno avuto un aggravio di tutto il fardello di angoscia man mano che si seguiva l’evolversi di una pandemia dai risvolti ancora non tutti noti.
Dobbiamo pensare che il tempo e la pazienza possono più della forza o della rabbia.
Oggi possiamo guardare avanti, sicuri che nulla sarà come all’inizio dell’anno scolastico 2019/2020, e noi stessi siamo tutti cambiati per l’esperienza dell’anno del COVID.
Norberto Bobbio diceva profeticamente che le persone colte hanno il dovere di seminare dubbi, non di raccogliere certezze.
E questa è anche la funzione della cultura e, dunque, della scuola del post COVID. Qualcuno ha detto che “In mezzo ad una tempesta, se guardi i rami di un albero, giureresti che stia per cadere. Ma se guardi il suo tronco ti accorgerai di quanto sia stabile”
La scuola (e non solo) è il nostro tronco: essa coincide con noi, studenti, insegnanti, dirigenti, personale e anche genitori e amministratori. Siamo un tronco: la tempesta ci ha strappato rami e foglie, ci ha insegnato il valore del dubbio e della pazienza, ma la scuola insegna che ci siamo e dobbiamo anche volerci essere come studenti, come insegnati, come lavoratori, e, soprattutto come cittadini . Dopo l’esercizio della pazienza ci sarà la voglia di riscatto. E la scuola ci sarà sicuramente, in prima fila!
Auguri a tutti!
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